martedì 13 maggio 2014

Svizzera in moto: Julierpass - agosto 2009

Un classico senza tempo.. un itinerario che si svolge tra le montagne di Svizzera, Austria ed Italia, su strade sempre ben tenute, anche se forse un po' trafficate.
  
Punto di partenza ideale è l'autostrada del San Bernardino, la si lascia all'altezza di Thusis e, rimandando ad un'altra occasione un passaggio per la "Via Mala", si sale verso Thiefencastel e lo Julierpass, che si raggiunge dopo un susseguirsi di tornanti, boschi e paesini, ma anche con tratti maestosamente brulli. 

La discesa è verso Silvaplana e l'Engadina, che si attraversa tutta: St. Moritz, Zuoz, Zernez, Scuol, fino a Martinabrucke, dove, dopo aver varcato il confine austriaco, con una breve salita tutta curve si arriva a Nauders

Ormai Passo Resia è vicino, si rientra in Italia e c'è subito il campanile sommerso di Curon Venosta che dà il benvenuto in Val Venosta, a casa!

Questo è uno di quei  reportage dove è senz'altro meglio lasciar parlare le immagini...

L'inizio dell'itinerario, nei pressi di Thusis

Sulla destra, la famosa "Via Mala"





Paradiso dei motociclisti


Poco prima del passo, si costeggia uno splendido laghetto alpino











La discesa verso l'Engadina



A Martina, il confine tra Svizzera ed Austria

L'incontro di tre nazioni, unite dalla comune cultura alpina










giovedì 8 maggio 2014

Super Pin Up - Cherry Twins




La Pin Up di oggi viene da Brescia: è una splendida donna e soprattutto un personaggio noto ed affermato: il vostro Doctorharley ha dovuto penare non poco per intervistarla, ma alla fine ce l’ha fatta! Ecco per voi la chiacchierata, e le foto!






Ciao Chiara! O preferisci che ti chiami Cherry?
Caro Doc, chiamami pure Cherry…il mio lato pin up  adornato di bandane, fiocchi e bustini è decisamente più adatto alla situazione




Fiocchi e bustini, già. Allora entriamo subito in argomento, visto che hai nominato gli “attrezzi” della Pin Up.. ma Pin Up si nasce o si diventa? E tu, lo sei nata o lo sei diventata?
Pin Up si diventa!... per cultura, per passione, per devozione, per attitudine,  per moda e per musica…i motivi possono essere molteplici…la mia mamma è una sarta, precisamente cuciva corsetti e bustini per le aristocratiche donne Bresciane, e il mio papà???? Abile ballerino di swing e boogie!…credi che questo abbia influenzato le mie scelte? Più tardi,  in adolescenza, ho cominciato ad essere attratta in maniera morbosa dalla kustom kulture, dai tatuaggi, dalla musica rockabilly,dalle  macchine anni 50, dai motori rombanti a 2 ruote….le mie amiche non capivano come potessi essere attratta da tutte queste cose così fuori moda 






Nella tua carriera di Pin Up hai ottenuto molti successi, hai vinto innumerevoli contest,  non hai un senso di appagamento, non hai la voglia di provare altro?
Il mio essere pin up è uno stile di vita, non una moda passeggera. Il vintage e il rn’r sono presenti  quotidianamente sia nella mia vita che nella mia casa. La mia vera passione, la benzina del mio motore è il Burlesque.



Ah, già! Perché Cherry è anche un star del  Burlesque.. ed allora raccontaci  qualcosa di questo mondo così sexy…
Il Burlesque è per me un universo infinito di glamour e charme, eleganza e poesia, dove non ci sono limiti alla  fantasia, all’innocenza o alla malizia. La mia fonte d’ispirazione sono i film degli anni 40’50’, quelli con Marylin Monroe e Rita Hayworth, preziosi per calarmi nelle atmosfere dove regna una femminilità assoluta e insuperabile!





Ed il fatto di diventare, sullo stage del Burlesque, una icona sexy, come influenza il tuo modo di essere? Che risvolti ha sulla vita di tutti i giorni di Chiara?
Ahahaha, un’icona sexy…così mi fai arrossire! Alcune donne nascono con un potenziale seduttivo maggiore ( non parlo di estetica) e lo esprimono attraverso un certo tipo di portamento, gestualità, espressioni…Cherry ha insegnato a Chiara a non aver paura di rivelare questo carico di femminilità nella vita di tutti i giorni!





Ancora un’altra cosa che arricchisce la tua immagine: i tatuaggi! Ne hai parecchi ed anche molto belli… ma c’è una storia dietro di essi o solo il desiderio di rendere il tuo corpo qualcosa di unico?
Ti  dirò.. il primo tatuaggio l’ho fatto di nascosto in prima superiore,  un delfino sulla caviglia…chiaramente a 14 anni che significato poteva avere se non quello della trasgressione? E da li è stata una droga, il bisogno di inchiostro non mi ha più abbandonato, non posso pensare al mio corpo senza colori, mi sentirei nuda … ogni disegno è ben pensato, come vedi porto indelebile sulla pelle la mia passione! Ogni tattoo mi riporta alla mente un ricordo piacevole. Il mio preferito? Betty che tatua Marylin…lo guardo spesso e mi fa sorridere! Il più importante, l’ho fatto dietro il collo, non ho bisogno di guardarlo ma mi piace averlo addosso in modo che gli altri lo possano vedere: il cuore con i nomi della mia splendida famiglia che amo da morire!



Programmi? Progetti? Ambizioni?
Certo…da grande voglio essere Sabina Kelley! A parte le battute mi piacerebbe imparare a posare come lei. E’ l’alternative model più brava che io conosca…Per il burlesque  ho a breve 3 festival, spero di portare a casa qualche titolo. Il mio sogno nel cassetto? Svegliarmi e trovare sul cuscino le chiavi di una Cadillac De Ville Fleetwood 60 special rigorosamente rosa!




Grazie, Chiara/Cherry! Sei stata splendida a dedicarci il tuo tempo, ed i lettori di Doctorharley RideReporter di sicuro apprezzeranno!Grazie!
Grazie a te ed un bacio ai lettori del tuo Blog!

giovedì 24 aprile 2014

SudTirolo/Alto Adige in moto: da Merano a Bressanone, per le strade alte - aprile 2014



Ci vuole meno di un’ora per andare da Merano a  Bressanone, se si sceglie la strada più veloce.

Decisamente di più se, come nel caso di oggi, si allunga volutamente il giro, per godersi un po' di panorami…

Partenza da Merano e si sale subito per Avelengo, Vorano e Meltina, proseguendo poi fra fitti boschi fino a S.Genesio, dove si hanno i primi colpi d'occhio sulle Dolomiti.  Da qui si scende nella Val Sarentino, all’altezza di Castel Roncolo, e la si risale fino a Sarentino, dove si prende la direzione di Vanga, per portarsi sull’altipiano del Renon. Passata Collalbo si segue per Barbiano e Villandro, lungo una stradina che alterna prati e boschi con splendide balconate sul Sassolungo, sul Sassopiatto e su tutte le Dolomiti. Da Villandro con una decina di tornanti si scende a Chiusa, e da lì in 10 minuti si è a Bressanone.

 

 Il Picco Ivigna ed i prati di Avelengo

 



Le cime del Gruppo di Tessa viste da Avelengo


 A Meltina, andando verso S.Genesio


Valas (S.Genesio): prime visioni dolomitiche



Ci si avvicina a S. Genesio, e si fanno simpatici incontri


D'altra parte S.Genesio è famosa per i suoi cavalli





 Panorama delle Dolomiti da S.Genesio



Castel Roncolo e Castel Novale, all'imbocco della Val Sarentino



 Nei pressi di Vanga


Sul Renon, con le Dolomiti sempre più vicine




Fra Oberinn e Collalbo


 Fra Collalbo e Barbiano



Fra Barbiano e Villandro



Se vi interessano altri Reportage sull'Alto Adige, li potete trovare qui:

Fra Catinaccio e Latemar 

Merano - festa dell'Uva 

Plan in Val Passiria 

Passo Rombo 

Giovedì Grasso a Merano 

Cartoline d'inverno nel Meranese 

Prissiano 

Val Senales e Val di Fosse 

Merano e dintorni a novembre