giovedì 13 aprile 2023

Merano - Sfilata dei cavalli Haflinger, al Lunedì di Pasqua.

 





In attesa di festeggiare, nel 2024, i suoi 150 anni, il cavallo Haflinger, o Avelignese, è stato ancora una volta il protagonista di una vivace e coloratissima giornata di festa , in occasione della inaugurazione della stagione del Galoppo, a Merano, con la tradizionale sfilata per le vie della città che si tiene ogni anno al Lunedì di Pasqua.










La colonna sonora è stata ancora una volta affidata alle “Musikapelle”, cioè ai complessi musicali di Vilpiano, di Meltina, di Nostra Signora in Senales, con il loro strumenti luccicanti ed i costumi tradizionali.















Non mancavano le carrozze, addobbate a festa, a testimoniare come il cavallo Avelignese non sfiguri neppure se adibito ai compiti più gravosi.










Il nostro protagonista ha mostrato però il meglio di sé sfilando con cavalieri ed amazzoni in sella, a testimoniare della sempre più forte vocazione ad essere un cavalo adatto allo sport ed al turismo equestre: quanta strada, dal lontano 1874, che vide nascere Folie 249, il primo stallone Haflinger!


















In questa lunghissima storia, il cavallo Avelignese è entrato a pieno titolo fra i simboli di questa terra, amatissimo da chi ci vive e da chi la visita! Lo si vede anche dalla cura con cui viene presentato, pettinato e persino infiocchettato, e da come ben si accompagna con i Trachten, i costumi tradizionali sudtirolesi dei suoi cavalieri, talvolta “modernizzati” in qualche dettaglio, specialmente ad opera delle amazzoni.














A chiudere la sfilata, la travolgente esibizione del gruppo di Schuplattern, apprezzatissimi dalla folla presente, soprattutto dai più giovani.











Per questa volta ci fermiano qui: se questo Reportage non proprio motociclistico vi è piaciuto, Fatecelo sapere e ve ne proporremo altri!!


mercoledì 26 ottobre 2022

Italia in moto – la Sardegna.

 




Per visitare la Sardegna in moto esistono ottime guide, sia on-line sia sugli scaffali delle librerie ed alcuni sono praticamente perfetti: questo Reportage, quindi, si propone più modestamente come un ricordo di viaggio ed un invito ad approfondire, in sella e di persona, la conoscenza di questa meravigliosa isola.






Le foto che vedrete raccontano, per sommi capi, un rapido viaggio che ha investito l’intero periplo dell’isola, quasi a volo d’uccello. L’itinerario si è sviluppato in senso antiorario, prendendo come punto di partenza Olbia (o Golfo degli Aranci), in quanto porto di arrivo del maggior numero di collegamenti ma può ovviamente essere iniziato altrove, come a Porto Torres o a Cagliari.







Il primo tratto va da Olbia a Stintino: volutamente la Costa Smeralda e le sue località mondane sono state trascurate, a vantaggio di altri luoghi un po’ meno noti ma forse ancora più interessanti, sia nell’interno sia lungo la costa. Fra i primi Telti, S.Antonio di Gallura, Luogosanto, Tempio Pausania; sul mare è impossibile non innamorarsi di posti come Castelsardo o la Spiaggia della Pelosa, a Stintino, ma anche di spiagge meno note, come le Saline di Stintino.
















Il secondo tratto, da Stintino a Capo Spartivento è un inno al Mediterraneo: doverosa la visita a Capo Caccia, prima di raggiungere Alghero e la sua vivace vita notturna. Man mano che si procede verso sud, dapprima lungo la fantastica strada Alghero Bosa, già descritta qui, l’itinerario alterna tratti costieri e tratti nell’interno ed è una scoperta continua. Come i tornanti che portano da Guspini ad Arbus, valicando il Passo Genna e Frongia: non si raggiungono neppure i 400 m di altitudine (sono 384 m. slm.) ma sembra di scalare le Alpi!















Ad Arbus siamo in piena zona mineraria: lo si vede percorrendo la strada delle Dune di Piscinas (descritta dettagliatamente qui), ma gli scheletri delle miniere abbandonate ed in rovina sono dappertutto.
















Dopo essere tornati a contatto col mare, lo spettacolo delle meravigliose spiagge e del mare blu riprende con Buggerru, Masua (se avete tempo non perdete l’escursione a Porto Flavia) , finché non ci si porta verso l’interno, verso Iglesias.

















Da qui strade scorrevoli ma se si vuole anche stradine poderali portano a Porto Pino, con eventuale deviazione per S.Antioco, ed al golfo di Teulada, ricco di belle spiaggette, accompagnando verso Capo Spartivento, il punto più meridionale dell’isola. La risalita tocca Chia, Pula e porta rapidamente a Cagliari, la cui porta d’ingresso più spettacolare è senz'altro il passaggio dallo Stagno di Conti Vecchi e da lì, dopo una eventuale visita del centro, al Poetto, il cuore balneare della città.

















Meglio non attardarsi troppo, le curve dell SS125 “Orientale Sarda” attendono invitanti: attenzione però a non cedere alla fretta, la nuova SS125var è più rapida, ma il tracciato pù godibile è senz’altro quello più antico, all’interno, dove il punto più alto è a 430 m. slm., all’Arco e Tidu, prima di riavvicinarsi alla costa.










Una volta giunti in prossimità della costa orientale, ci si addentra di nuovo verso l’interno e la ”giostra motociclistica” raggiunge nuove vette di fascino, con la possibilità di ammirare la Sardegna più vera e tradizionale, iniziando dal Gerrei e dai laghi di Flumendosa e di Mulargia, con i loro sterrati.















Poi il Supramonte con il paese fantasma di Gairo Vecchio, Orgosolo ed i suoi murales,  il passo di Genna Silana, dall’alto dei suoi 1017 m. slm. ed infine le spiagge di Orosei e di San Teodoro, fino alla chiusura dell’itinerario, tornando ad Olbia.
















Per concludere questo Reportage, la frase più adatta è senz'altro "Grazie, Sardegna"!!!





Link a Reportage più dettagliati: